La consulenza parte dalla mappa, non dalla polizza.

Ogni incarico inizia con una Risk Map: l’inventario scritto e gerarchico dei suoi rischi. Da lì si decide — insieme — cosa proteggere, come e a quali condizioni.

La Risk Map, in concreto

Un documento scritto che le consegna tre risposte: dove è esposto, dove è già coperto — e a quali reali condizioni — e dove sta pagando per protezioni che non servono.

Per il patrimonio personale

Famiglia, immobili, beni

  • Analisi delle esposizioni su immobili e beni di valore
  • Gestione della liquidità: riserva, progetti, eccedenza da mettere al lavoro
  • Check-up di protezione per famiglia e salute
  • Verifica delle polizze in essere: forma, massimali, esclusioni

Per lo studio professionale

Avvocati, medici, tecnici, commercialisti

  • RC professionale calibrata sul rischio effettivo
  • Tutela legale e protezione degli strumenti di lavoro
  • Cyber risk e responsabilità sui dati
  • Analisi normativa e confronto con le coperture attuali

Per l’impresa

Imprenditori, CdA, direzione

  • Risk assessment aziendale completo
  • Responsabilità degli amministratori (D&O) e danni ai beni
  • Business continuity e interruzione d’attività
  • Estrazione ordinata di valore: dividendi pianificati, TFM, welfare

Per il lungo periodo

Previdenza e continuità

  • Piani di accumulo: equilibrio tra gestione separata e azionario
  • Strategia previdenziale, deducibilità e destinazione di TFR e TFM
  • Protezione delle persone chiave (keyman) e welfare dirigenti
  • Passaggio patrimoniale e successorio, preparato per tempo

Nessun listino, nessun pacchetto: condizioni e onorari si definiscono in sede di consulenza, sulla base della complessità reale della sua posizione.

La pianificazione, in numeri

Tre pilastri reggono ogni piano: liquidità con una funzione, il giusto equilibrio tra gestione separata e mercati azionari, una strategia previdenziale che sfrutta tempo e fisco — con la protezione che permette al piano di arrivare in fondo. Due grafici per capire perché il momento in cui si parte conta più di tutto.

Il costo invisibile della liquidità ferma

Potere d’acquisto di 100.000 € lasciati sul conto, eroso dall’inflazione.

Inflazione 2% annuo Inflazione 3% annuo
100.000 80.000 60.000 50.000 ≈ 67.300 € · 2% ≈ 55.400 € · 3% oggi 5 anni 10 anni 20 anni

In vent’anni, un’inflazione media del 3% quasi dimezza il potere d’acquisto. La riserva operativa deve restare liquida: è l’eccedenza ferma da oltre dodici mesi che merita un piano.

Stime indicative a scopo illustrativo, con inflazione costante al 2% e al 3% annuo. Asse verticale con scala da 50.000 €.

Che cosa può fare il tempo: 300 € al mese per 30 anni

Capitale finale con tre profili di rendimento — dal prudente, tipico delle gestioni separate, al dinamico a prevalenza azionaria — a fronte di 108.000 € effettivamente versati.

0 200.000 400.000 600.000 Capitale versato: 108.000 € Profilo prudente, 5%: circa 250.000 € Profilo bilanciato, 7%: circa 366.000 € Profilo dinamico, 10%: circa 678.000 € 108.000 € ≈ 250.000 € ≈ 366.000 € ≈ 678.000 € Versato Prudente · 5% Bilanciato · 7% Dinamico · 10%

Nello scenario migliore, nove euro su dieci del risultato non escono dalle tasche: li produce l’interesse composto. Il motore giusto — e la disciplina di non fermarsi — contano più dell’importo.

Scenari puramente illustrativi con capitalizzazione mensile a tassi ipotetici costanti (5%, 7%, 10% annuo), al lordo di costi, imposte e inflazione. Lo scenario dinamico presuppone un’esposizione azionaria elevata, comporta oscillazioni anche molto ampie e non è adatto a ogni profilo di rischio. Nessuna proiezione costituisce promessa di rendimento.

Il fisco premia chi parte prima

~2.200 €

recuperati ogni anno in dichiarazione

Versando il massimo deducibile in previdenza complementare (5.164,57 €) con aliquota marginale al 43%: quasi metà del versamento, di fatto, la finanzia il fisco.

159%

La tassazione finale scende con gli anni

L’aliquota sulla prestazione cala dello 0,30% per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo: chi parte a 30 anni arriva al minimo, chi parte a 55 resta al 15%.

Valori indicativi: il beneficio effettivo dipende dall’aliquota marginale personale e dalla normativa vigente.

Il percorso

Quattro passaggi, sempre nello stesso ordine. La disciplina del metodo è ciò che rende il risultato affidabile.

  1. Colloquio iniziale

    Attività, patrimonio, priorità. In sede, presso di lei o online, ovunque si trovi.

  2. Mappatura dei rischi

    Analisi delle esposizioni e delle coperture esistenti, con verifica di forma e normativa.

  3. Report e strategia

    Il documento scritto, esaminato insieme voce per voce, con le priorità d’intervento.

  4. Implementazione e presidio

    Attivazione delle soluzioni scelte e revisione periodica della mappa nel tempo.

Domande che ricevo spesso

La prima analisi ha un costo?

No. Il primo colloquio e la mappatura preliminare sono senza impegno: servono a entrambi per capire se c’è materia su cui lavorare. Se non c’è, glielo dico con la stessa chiarezza.

Ho già un assicuratore. Perché una Risk Map?

Perché la mappa non vende: verifica. Molti clienti scoprono di pagare coperture doppie o inadeguate, e di avere esposizioni gravi mai considerate. Il report vale anche — e soprattutto — se le sue polizze restano dove sono.

Gestione separata o mercati azionari?

Non è un aut-aut. La gestione separata protegge il capitale e stabilizza; l’azionario costruisce valore sugli orizzonti lunghi. Il punto è il dosaggio: dipende da orizzonte, obiettivi e profilo di rischio, e va rivisto man mano che l’obiettivo si avvicina. È una delle prime cose che mettiamo a fuoco nel piano.

Quanto tempo richiede?

Il primo colloquio, un’ora. La mappatura, da una a tre settimane a seconda della complessità. Il presidio successivo è organizzato per sottrarle tempo, non per aggiungerne.

È un’agenzia di assicurazioni o un consulente personale?

Sono un consulente assicurativo personale: opero a Lecce presso l’Agenzia Generali Lecce Mazzini, ma il rapporto è diretto e continuativo con me. Non propongo polizze a catalogo: costruisco e presidio nel tempo la strategia di protezione e di pianificazione patrimoniale di ogni cliente.

Fate anche consulenza finanziaria e gestione del patrimonio?

Mi occupo di pianificazione patrimoniale e previdenziale con gli strumenti assicurativi e di risparmio del gruppo Generali: gestione della liquidità, equilibrio tra gestione separata e mercati azionari, previdenza integrativa, protezione e passaggio successorio. Per gli aspetti bancari o fiscali lavoro in coordinamento con il commercialista e gli altri professionisti del cliente.

Dove opera?

La sede è a Lecce, presso l’Agenzia Generali Lecce Mazzini, e la Puglia resta il territorio principale. Lavoro però con clienti in tutta Italia — in studio, presso di loro o online — e con clienti internazionali che hanno patrimoni, immobili o attività nel nostro Paese.

Il primo passo è un colloquio. Senza impegno.

Mi descriva la sua situazione in poche righe. La ricontatto personalmente entro 24 ore, ovunque lei sia.